CHE COS’É IL SETTIMO SEPOLCRO?
Il titolo del romanzo si riferisce al sepolcro di Giacomo il giusto, fratello di Gesù, il cui ossario è stato effettivamente ritrovato nel 2002 dal prof. André Lemaire, il massimo epigrafista semitico del mondo, attualmente in forza al personale docente della Sorbona (Parigi). Si tratta di uno dei più incredibili cover-up degli ultimi anni; la storia di questo reperto è così controversa, così complessa ed articolata, così pericolosa, da preoccupare sensibilmente esponenti dell’alto clero vaticano, delle massime istituzioni accademiche israeliane e del governo stesso di Israele.
L’ossario di Giacomo il giusto esposto a Toronto
Per ricomporre questo intricato affaire, è necessario fare un passo indietro tornando all’anno della scoperta dell’ossario di Giacomo: nel 2002 Oded Golan, conosciuto collezionista ed esperto di antichità israeliano, contattò il prof. André Lemaire per mostrargli una serie di pezzi di pregio e in particolare per avere alcuni consigli da esperto su un piccolo ossario approssimativamente datato al I sec (1). L’epigrafista francese, esaminando vari reperti fu piuttosto colpito nel notare l’iscrizione incisa su un lato: Yaakov bar Yoseph achui de Yeshua” ovvero “Giacomo, figlio di Giuseppe, fratello di Gesù.”
Secondo i filologi, gli studiosi di ebraico antico e gli archeologi che studiarono l’ossario, esso risaliva effettivamente al I sec. Per l’iscrizione vi era qualche dubbio solo sull’ultima parte, fratello di Gesù. Infatti, mentre i nomi riportati presi a sé erano piuttosto comuni, l’indagine statistica relativa alle migliaia di ossari ritrovati (2) indicava che la presenza di tutti e tre i nomi nella stessa epigrafe era estremamente rara: ciò significava un’altissima probabilità che i tre personaggi menzionati fossero proprio quelli di cui parlano i Vangeli.
In pratica si trattava della prima prova archeologica e non semplicemente testuale dell’esistenza di Gesù di Nazareth, una scoperta straordinaria, l’unica del genere mai apparsa nel mondo della ricerca biblica archeologica. Nel corso degli anni mi sentii più volte con André Lemaire per una consulenza specialistica ai massimi livelli e lo studioso francese rimase sempre della stessa opinione, supportato in questo da diversi esperti di settore.
Ma il mondo dell’archeologia biblica subisce un terremoto di proporzioni insolite: questa scoperta scatena un tale putiferio da far intervenire autorità ecclesiastiche e servizi di sicurezza di diverse nazioni.
News
Supporters of James Ossuary Inscription’s Authenticity Vindicated
by Hershel Shanks
Updated November 10, 2008
The “forgery trial of the century” has all but blown up. The trial judge who will decide the case—there are no juries in Israel—has told the prosecution to consider dropping the case. “Not every case ends in the way that you think it will when you start,” Judge Aharon Farkash told prosecutor Adi Damti in open court. “Maybe we can save ourselves the rest,” the judge told her.
The story was reported by Matthew Kalman in the San Francisco Chronicle, and from there around the world. He described Judge Aharon Farkash’s evaluation as a “humiliating collapse” of the government’s case and “a major embarrassment ... for the [Israel] Antiquities Authority.”
The government’s star witness, Yuval Goren, former chairman of Tel Aviv University’s institute of archaeology, was forced to admit on cross-examination that there is original ancient patina in the word “Jesus,” the last word in the inscription that reads “James, son of Joseph, brother of Jesus.”
Recent events have also proved humiliating for the IAA in connection with the committee it appointed that supposedly came to a unanimous decision that the inscription is a forgery. In fact, several members of the committee expressed no opinion—but the IAA counted them as “yes” votes. Several other members of the committee based their vote not on their own expertise, but on Yuval Goren’s supposed expertise, which they were in no position to evaluate. One member of the committee who would have found the inscription authentic said he was “forced” to change his mind based on Goren’s scientific arguments.
No paleographer expert in the script of this period has found any paleographical problem with the inscription. And several scientists at the trial have undermined Goren’s scientific arguments. No other scientist has supported Goren’s arguments.
BAR has consistently supported the authenticity of the inscription, as have leading paleographers André Lemaire of the Sorbonne and Ada Yardeni of Hebrew University. All appear now to be vindicated.
Bibliografia specialistica
Molto importanti per avere una visione completa di questa intricata e incredibile vicenda sono i link seguenti:
James Ossuary Forgery Case in Shambles
October 2008 = La reputazione dell’Autorità Israeliana per le Antichità (IAA) è in frantumi. Dopo un processo di quasi di quattro anni, 75 testimoni e più di 5000 pagine, il processo del secolo sta per concludersi. Il giudice israeliano che deciderà il caso ha consigliato l'accusa di lasciare cadere il caso. Il fatto non sussiste. L’ossario è autentico
Israel Antiquities Authority vs. Conspiracy of (Alleged) Forgers
February 2008 = “Il processo del secolo” sta giungendo al culmine. Il caso verrà risolto? Perché è stato necessario così tanto tempo? Perché il governo israeliano ha deliberatamente evitato di chiamare sul banco dei testimoni così tante persone? Hershel Shanks fa luce sull’argomento.
Jerusaelem Forgery Conference Report
January 2007 = Nel gennaio 2007, la Società di Archeologia Biblica riunisce a Gerusalemme studiosi di tutto il mondo per tentare di stimare un numero di manufatti noti che in anni recenti erano stati considerati falsi. Se dopo la revisione questi manufatti risultassero genuini, potrebbero avere un impatto notevole sulla nostra conoscenza del mondo biblico.
Burial Box of James the Brother of Jesus, by André Lemaire
BAR (BAR = Biblical Archaeology Review) 28:06, Nov/Dec 2002
Brother of Jesus Ossuary: New Tests Bolster Case for Authenticity, by Edward J. Keall
BAR 29:04, July/August 2003