IL VERO SIGNIFICATO DI THULE: il centro magico degli iperborei

Sembra  ragionevole osservare che la scelta del nome della società Thule non sia stata casuale; Renato del Ponte, infatti, nella citazione riportata nel sottocapitolo precedente afferma che il richiamo alla mitica Ultima Thule, patria della nazione divina aria “era perfettamente cosciente in chi lo promosse”.
René Guenon nel suo saggio Il Re dl Mondo  a questo proposito fa ulteriore luce con alcuni elementi  che rivestono una certa rilevanza per il presente studio; riportiamone alcuni:

”Potremmo citare, per quanto riguarda la contrada suprema molte altre tradizioni concordanti; in particolare, per designarla vi è un altro nome, probabilmente ancora più antico di Paradésha; è il nome Tula, da cui i Greci derivarono Thule (…) d’altra parte bisogna distinguere la Thuleatlantidea da quella iperborea, ed è quest’ultima che, in realtà, rappresenta il centro primo e supremo per l’insieme del Manvantara attuale; essa fu l’isola sacra per eccellenza e, come dicevamo, prima la sua ubicazione era, in origine, veramente polare. Tutte le altre isole sacre che sono designate ovunque da nomi di significato identico non furono che sue immagini; così è anche per il centro spirituale della tradizione atlantidea, che regge solo un ciclo storico secondario (…) La parola Tula in sanscrito significa bilancia e designa propriamente il segno zodiacale di questo nome; ma secondo una tradizione cinese, la Bilancia Celeste era in origine l’Orsa Maggiore. Questa osservazione è della massima importanza perché il simbolismo che si riferisce  all’Orsa Maggiore è naturalmente legato nel modo più stretto a quello del Polo. (…) Tula è il soggiorno dei Beati, o l’isola dei Beati (…) Il nome di Isola dei Santi, come quello di Isola verde, è stato attribuito all’Irlanda e anche all’Inghilterra; segnaliamo anche il nome dell’Isola di Heligoland che ha lo stesso significato.(…) Dalla testimonianza concordante di tutte le tradizioni deriva chiaramente questa conclusione: che esiste una Terra Santa per eccellenza, prototipo di tutte le altre Terre Sante, centro spirituale cui tutti gli altri centri sono subordinati.(…)” 1
Se accettiamo la testimonianza di Guenon, suffragata comunque da varie prove e tradizioni, ci troviamo di fronte ad un racconto - madre mitologico secondo il quale tutte le civiltà derivano da una sola, particolarmente elevata spiritualmente, stanziata agli albori della civiltà nella zona polare.
Seguendo questi sentieri mitologici, approdiamo all’altro grande studioso di mitologie comparate, Julius Evola; nel suo saggio Sintesi di dottrina della razza rafforza l’ipotesi iperborea e ci rimanda alle antichissime tradizioni, o ricordi ancestrali, sulle migrazioni delle varie razze. Ora, bisogna riconoscere che il concetto di razza è concepito da Evola, Guenon, e pure dagli intellettuali nazisti in maniera grossolana, erronea, poiché, sulla base della genetica moderna, non si può affermare che esistano varie razze di uomini sulla Terra ma solo un’unica razza umana; non si dovrebbe dunque parlare di razzismo, ma al limite di varietismo, poiché la differenza tra le caratteristiche somatiche delle popolazioni sono date solo dalla varietà.
Accertato questo errore di base, derivante dalle scarse conoscenze dell'epoca che contribuirono alla teorizzazione delle ideologie più malsane, ascoltiamo Julius Evola:
“Il limite che si può dare alla nostra dottrina della razza in fatto di esplorazione delle origini cade nel punto in cui la razza iperborea dovette abbandonare, ad ondate successive, seguendo itinerari diversi, la sede artica, per via del congelamento che la rese inabitabile – nelle opere già citate si è già accennato a quel che rende fondata l’idea, che la regione artica sia divenuta quella dei ghiacci eterni solo a partire da un determinato periodo; i ricordi di quella sede, conservati nelle tradizioni di tutti i popoli nella forma di miti varii, ove essa appare sempre come una Terra del Sole, come un continente insulare dello splendore, come la terra sacra del dio della luce, e così via, sono già nel riguardo, abbastanza eloquenti. (…) l’antica élite aria, come razza solare, ignorava la distanza metafisica fra un Creatore e la creatura. I suoi rappresentanti non apparivano come mediatori del divino (cioè nella funzione che ha il sacerdote nelle civiltà lunari, bensì come essi stessi nature divine. (…) Essi sono nature luminose e vengono paragonati al sole. Sono costituiti da una sostanza ignea radiante, costituiscono l’apice dell’universo e sono oggetto di venerazione da parte delle stesse divinità. Non sono gli amministratori di una fede ma i possessori di una scienza sacra.” 2
In Rivolta contro il mondo moderno, Evola aggiunge:
“Secondo la tradizione, in un’epoca dell’alta preistoria, che viene a corrispondere alla stessa età dell’oro o dell’essere, la simbolica isola o terra polare sarebbe stata simultaneamente una regione reale situata al nord, nella zona in cui oggi cade il polo artico della Terra; regione abitata da esseri reali, i quali, in possesso di quella spiritualità non umana (per la quale stanno le già indicate nozioni di oro, gloria, luce e vita,) successivamente indicata attraverso il simbolismo  offerto appunto dalla loro sede, costituirono un ceppo effettivamente sovrannaturale, ma anche la razza originaria che fu portatrice della tradizione solare allo stato puro ed uno e la sorgente più diretta e centrale delle espressioni varie di questa tradizione in altre razze e in civiltà più recenti o inferiori. Il ricordo di questa sede artica è patrimonio delle tradizioni più varie, nella forma sia di allusioni reali geografiche, sia di simboli della sua funzione e del suo significato originario (…)” 3
Il nome Thule riveste così un duplice significato: riporta all’antica origine della razza ariana, manifestando un atteggiamento nazionalista e razzista e allo stesso tempo risuona di echi dell’insegnamento di Lanz e List, rivelando la nostalgia delle origini tipicamente volkisch.
La Teosofia giunge alle medesime conclusioni, affermando l’origine mitica della superrazza nella mitica Thule iperborea, mentre Tilak dà credibilità  europea alla convinzione “(…) che l’Urvolk, gli iperborei che avrebbero dato origine agli Arii, provenivano dal Polo artico.” 4
Nel saggio La dimora artica dei Veda , infatti, afferma : ”Vi sono molti passi nel Rig – Veda che, sebbene considerati fino ad ora oscuri e poco comprensibili, tuttavia, alla luce delle recenti scoperte scientifiche, rivelano gli attributi polari delle divinità vediche, o le tracce di un antico calendario artico. L’Avesta parla espressamnte di una terra felice, l’Airyana Vaejo, o Paradiso Ariano, situato in una regione in cui il sole splendeva una volta l’anno, regione distrutta dall’invasione dei ghiacci e delle nevi che resero il clima inclemente, tanto da costringere il popolo a migrare verso il sud. (…) La patria primordiale degli Ariani si trovava in ambiente artico ed inter – glaciale.” 5
Pauwels e Bergier, nel tanto discusso Il mattino dei maghi, scrivono che “ La leggenda di Thule risale alle origini del germanesimo. Si tratterebbe di un isola scomparsa, in qualche parte dell’estremo nord. (…) Per Eckardt e i suoi amici, tutti i segreti di Thule non sarebbero perduti. Esseri intermedi tra l’uomo e le intelligenze del Difuori disporrebbero, per gli iniziati, di una riserva di forze a cui attingere per ridare alla Germania il dominio del mondo, per fare della Germania la nazione annunciatrice della futura superumanità, delle mutazioni della specie umana. Un giorno, legioni si muoveranno per annientare tutto ciò che ha ostacolato il destino spirituale della Terra e saranno condotte da uomini infallibili, nutriti alle sorgenti dell’energia, guidate dai Grandi Antichi. Tali sono i miti contenuti nella dottrina ariana di Eckardt e di Rosenberg, e che questi profeti di un socialismo magico introducono nell’anima medianica di Hitler (…) “ 6
Tralasciando le esagerazioni a cui questo testo va soggetto, percepibili anche nelle righe sopra riportate, dobbiamo riconoscere una matrice reale nelle affermazioni degli autori, e cioè il nucleo antico – germanico del concetto stesso di  Thule e il collegamento con l’insegnamento ariosofico e teosofico di una energia universale (Fohat, Electron) che avrebbe guidato gli iniziati della futura società della Germania, ben riconoscibile nella filosofia di Rosenberg, l’ideologo ufficiale del nazismo. 7
La società Thule appare quindi già nella scelta del nome una confraternita di tipo esoterico, anche se questa affermazione non deve trarre in inganno poiché il primario obbiettivo del gruppo era politico. In questa direzione confluivano più elementi che derivavano dalla cultura sotterranea diffusa dalla teosofia e strutturata sulla corrente romantico – politica volkisch.
Come riporta Goodrick Clarke, Sebottendorff accolse nell’Ordine il giovane Walter Nauhaus, che divenne il suo braccio destro; gli studi di quest’ultimo riguardavano le ricerche di Guido von List, l’astrologia, la chiromanzia, la cabala e le credenze religiose indù ed egiziane. Inoltre: “ Come Sebottendorff, Nauhaus era affascinato dalle ideologie mistiche delle antiche teocrazie e dei culti segreti.” 8
Possiamo comunque utilizzare una serie di informazioni di prima mano, cioè gli scritti di Sebottendorff relativi alla società Thule: in Bevor Hitler Kam, del 1933, ristampato a cura della Delta Arktos: in essi è preponderante l’elemento politico ma è sempre chiaramente riconoscibile un sottofondo esoterico che si riallaccia alla generazione degli ariosofi di Vienna, Guido von List e Lanz von Liebenfels.
Ma ascoltiamo direttamente le parole dell’autore:
“L’Epoca Glaciale produsse l’Ariano, il bianco, sapiente Uomo del Nord, destinato a portare al mondo la cultura. Ovunque abbia posato il piede, troviamo impresso il suo sigillo, la vittoriosa Ruota Solare. Facilmente dimentico della sua tradizione etnica e sovente persino della sua lingua madre, l’Ariano migratore ha tuttavia segnato dovunque il suo passaggio della sua impronta culturale, benché sovente resa quasi irriconoscibile dall’apporto degradante delle razze inferiori. Il periodo drammatico della guerra e la pesante crisi successiva produssero il Tedesco ! Il Segno Solare, la Croce Uncinata, risorge dal passato; il primordiale Segno di Salvezza degli Ariani è assurto a simbolo della Germania rinnovata ! Riconoscendosi in esso, il Tedesco non potrà mai più dimenticare che ogni suo connazionale è sangue del suo sangue, che tutti i tedeschi sono fratelli e sorelle, riuniti a costruire una grande, santa Famiglia ! (…) Il secolo in corso, al suo inizio, vide emergere sul Fronte Anti – Giudaico, tre Austriaci, tra i quali si fece notare anzitutto Guido von List. Le opere di List, che trattano della sapienza ario – germanica, nonostante le riserve da cui non può andare esente una certa mistica oltranzista di cui sono permeate, costituiscono tutt’ora un pregevole patrimonio di dati non certo trascurabili. Philipp Stauff, noto per le sue ricerche sulle Case runiche, riunì nella Associazione Seguaci di List i simpatizzanti di questi. Guido von List morì a Berlino poco dopo la guerra. Il secondo personaggio di rilievo per il suo impegno antisemita è stato Lanz von Liebenfels, tuttora vivente in Renania. Pubblicò una serie di opuscoli che intitolò Ostara, i Libri dei Biondi. Liebenfels aveva tentato di ricostruire il testo primordiale del Nuovo Testamento rifacendosi agli scritti dei Padri della Chiesa, i suoi libri furono sequestrati e distrutti. “ 9

Bastano queste poche affermazioni a verificare la presenza delle ideologie ariosofiche all’interno della Società Thule. Renato del Ponte, curatore del Bevor Hitler Kam,  si dimostra scettico a questo riguardo, affermando che “ (…) la Thule non ha avuto neanche risvolti esoterici né tantopoco occultistici”.10 La nostra opinione al riguardo si forma grazie alle informazioni del Cap II del presente studio, in cui si delinea la filosofia religiosa della Teosofia e dell’Ariosofia; specialmente List e Lanz svilupparono un metodo esoterico di ricerca delle origini ariane, la cui potenza religiosa doveva, come sua espressione essoterica, manifestarsi in politica, come mezzo per il ripristino del Paradiso ariano originale, attraverso la sistematica distruzione delle razze non ariane.
Anche secondo Goodrick – Clarke “I riferimenti di Sebottendorff (…) dimostrano una inequivocabile influenza listiana.” 11
La società Thule riprende da dove gli Ariosofi avevano lasciato, utilizzando nelle sue conferenze gli scritti di List e Lanz, a scopi politici, con decisi toni nazionalisti; giungiamo quindi a conclusioni analoghe a quelle di Giorgio Galli che scrive: ” In realtà, la Thule non era né molto potente né molto misteriosa; il suo occultismo non va preso sul serio nella misura e nel senso in cui si riferiscono alla tradizione iniziatica gli studiosi del tradizionalismo. Ma era un centro di aggregazione di personalità formatesi sulla dottrina segreta di cui si è detto. (…) Sta di fatto che la matrice del gruppo di intellettuali che è all’origine del nazismo è una associazione nella quale è dominante la cultura occultista,, la dottrina segreta, quale è maturata nei decenni precedenti.” 12
Lo stesso rituale di accoglienza riservato ai nuovi candidati mostra un basilare interesse verso le caratteristiche razziali e biologiche sempre strettamente collegate a simboli wotanici, nel più puro stile degli ariosofi di Vienna, come afferma lo stesso Sebottendorff:” Al candidato (…) veniva spedito il Foglio di Arruolamento N° 1, cui si faceva succintamente riferimento alla questione razziale, mettendo in evidenza la necessità di costituire un Ordine, strutturato come Società Segreta, allo scopo di propagare le nozioni inerenti e la dottrina elaborata riguardo al problema stesso. A chi intendesse aderirvi si richiedeva inoltre la presentazione di un certificato, di cui veniva accluso il modulo, attestante la non contaminazione razziale del proprio sangue. Tale attestato era redatto nei seguenti termini: Il sottoscritto certifica, in scienza e coscienza, che nelle vene sue e di sua moglie non scorre sangue ebraico né di alcuna razza di colore e che anche tra i suoi antenati non si riscontrano appartenenti a razze di colore.     
Una volta completato questo modulo, comprovante l’integrità biologica del suo sangue, al candidato veniva rimesso il Foglio di Arruolamento N° 2, recante sul frontespizio la Croce Uncinata e la raffigurazione di Odino e contenente un questionario, conformemente al quale gli si chiedeva di far pervenire le relative risposte, accludendo anche una fotografia. Si procedeva poi all’esame dei connotati rilevati dalla fotografia onde accertare l’integrità razziale del candidato.” 13
In pratica le stesse procedure che Guido von List e Lanz von Liebenfels applicavano alle candidature dei nuovi affiliati alle loro società elitarie esoteriche.
Ancora più convincenti sono le affermazioni di Sebottendorff riguardo alla presenza di simboli antico – germanici e wotanici all’interno della Società: “ Il Maestro Griehl, incaricato dell’addobbo dei locali nei quali era stata installata la Loggia, appose a ciascuno di questi la Ruota Solare Vittoriosa, simbolo della Società Thule. (…) Ogni membro dell’Ordine portava come distintivo una spilla di bronzo, eseguita dalla ditta Eckloeh di Luedenscheid, recante entro uno scudo una Croce Uncinata apposta ad una antica ascia germanica. Le Sorelle affiliate all’Ordine avevano invece adottato come distintivo una semplice Croce Uncinata in oro. “ 14

Ma quali erano i programmi politici della Thule Gesellschaft ?
Ascoltiamo di nuovo Rudolf von Sebottendorff:
“Allo scopo di contrastare la supremazia giudaica specialmente nel campo affaristico e mercantile, si era poi costituita nell’ambito della Lega del Martello, l’Alleanza Difensiva e Offensiva. Intorno a queste Leghe ed Associazioni più importanti gravitava un assembramento di gruppi minori, tra cui una Loggia Antisemita a Magdeburgo, una Associazione per la lotta contro l’arroganza del Giudaismo a Berlino ed altri ancora.
Emergendo da tutti questi raggruppamenti, si consolidò, nel 1912, l’Ordine Germanico, la cui prima iniziativa fu di convocare tutte le Associazioni Nazionaliste (…) Gli elementi propulsori dello schieramento istituirono, nell’ambito dell’Ordine Germanico, la prima Loggia Antisemita, sorta come organizzazione segreta allo scopo di contrastare, mantenendosi deliberatamente nell’ombra, l’organizzazione segreta giudaica. Le direttive concordate furono le seguenti:

  1. L’Ordine Germanico era autorizzato ad accogliere fra i suoi membri esclusivamente Tedeschi in grado di dimostrare la propria integrità etnica fino alla terza generazione. Tale condizione veniva imposta allo scopo di impedire che eventuali discendenti ebrei da parte di padre o di madre, riuscissero ad infiltrarsi nell’Ordine Scopo ulteriore dell’Ordine consisteva nell’incoraggiamento di reciproche conoscenze tra i suoi membri, Tedeschi, di puro sangue, onde avviare unioni matrimoniali, giacché era prevista anche l’ammissione di donne nel Grado di Amicizia dell’Ordine, per le quali vigevano le stesse condizioni di cui sopra.
  2. Occorreva curare con particolare insistenza la diffusione di conoscenze antropologiche, applicando agli esseri umani i risultati delle esperienze compiute nel regno animale e vegetale e dimostrando come il guazzabuglio razziale sia all’origine di ogni tara, di ogni miseria.
  3. L’Ordine Germanico si proponeva di estendere a tutta la razza tedesca i principi informativi del pangermanesimo, avviando a compimento l’unificazione di tutte le stirpi di sangue germanico.
  4. Una lotta ad oltranza doveva essere condotta contro tutto ciò che è non – germanico, impegnando tutte le energie disponibili per contrastare l’internazionalismo e combattere le tendenze giudaizzanti presenti nell’animo tedesco.” 15

Il programma politico della Thule Gesellschaft esprimeva quindi le medesime direttive dei progetti di pulizia razziale di List e Lanz; il principale nemico da combattere era l’Ebreo, visto come parassita della società tedesca e colpevole di ogni male per tutto ciò che poteva riguardare la situazione politica e sociale della Germania.
Al punto 1 si poneva l’accento sulla presenza nella Thule di membri in grado di provare la loro identità etnica fino alla terza generazione, il che mostra chiaramente una volontà di ricostituire l’antico popolo germanico su basi biologiche ed eugenetiche, attraverso il matrimonio di puri ariani..
Al punto 2 si instillava l’idea che la scienza dovesse piegarsi a  dimostrare le teorie dell’Herrenvolk, utilizzando studi antropologici ed esperimenti compiuti su vegetali ed animali.
Nel complesso ritroviamo esattamente la stessa dottrina all’interno del gruppo militare elitario delle SS di Heinrich Himmler, che secondo i suoi progetti dovevano divenire il nuovo popolo tedesco, la crema ariana del Nuovo Ordine nazista: “La direzione generale razza e colonizzazione (RUSHA) riceveva l’ordine di elaborare nuove norme e più severe per l’arruolamento dei candidati SS. L’ Hauptsturmfuehrer prof. Dott. Bruno K. Schultz ideò una scala di valori per la commissione razzistica della RUSHA alla quale i candidati dovevano presentarsi per la decisiva prova di ammissione. Il professore SS suddivise la sua scala di valori in tre gruppi: secondo l’aspetto somatico – razziale del candidato, le condizioni fisiche e il comportamento generale. (…) Dato che Himmler, ligio al mito dei demografi nazionalsocialisti, era in grado di immaginarsi il superuomo solo come una creatura nordica, bionda e dagli occhi azzurri, egli voleva a poco a poco epurare la SS da rappresentanti di altre razze. Anche Schultz della RUSHA orientò il proprio mondo di valori sul modello nordico. (…) Il nuovo milite SS giurava di ubbidire alla disposizione matrimoniale del Reichsfuehrer – SS emanata il 31 dicembre 1931, in cui a tutti i membri SS s’imponeva l’obbligo di sposarsi esclusivamente secondo i principi razzistici ed eugenetici e solo con l’approvazione della RUSHA o di Himmler.” 16
Anche Fest è del medesimo parere riguardo alle influenze religiose e politiche degli ariosofi di Vienna sulla Thule; parlando di Sebottendorff afferma che  “ (…) assai precocemente era entrato nella sfera di influenza di ideologi di estrema destra, come Theodor Fritsch o Lanz von Liebenfels, il cui maniacale razzismo non immune da connotazioni occultistiche, aveva agito anche sul giovane Hitler.” 17
Possiamo quindi concludere dicendo che la Società Thule, aveva come obbiettivo la purificazione eugenetica di una élite destinata ad occupare i posti chiave della società che si stava allora delineando in Germania; ventilava inoltre l’eliminazione biologica del tipo ebreo che secondo i membri della Società minacciava l’esistenza stessa della genia tedesca.
Le vicissitudini storiche della Thule ci permettono di osservare nelle sue attività politiche alcuni dei futuri capi nazisti, tra cui naturalmente Adolf Hitler; la testimonianza di del Ponte ci informa che “ (…) fra gli ospiti della Thule poterono annoverarsi alcuni personaggi che avrebbero in seguito rivestito un ruolo importante nel Partito Nazista, ma che non furono membri della Thule: l’infaticabile conferenziere Gottfried Feder, Alfred Rosenberg (di lì a poco articolista del Beobachter) e Dietrich Eckart. Furono membri invece Rudolf Hess (il vegliardo prigioniero di Spandau dei nostri giorni, unico membro vivente della Thule) ed Hans Frank, il futuro governatore generale di Polonia, pur se non rivestirono posizioni di rilievo, in considerazione anche della giovane età che avevano all’epoca.” 18
La nascita del futuro partito nazionalsocialista ha in questo cenacolo di occultisti di estrema destra la sua origine.

 

Guenon René, Le Roi du monde, Librairie Gallimard, Paris, 1958; tr. it di Bianca Candian, Il re del mondo, Adelphi, Milano, 1977 (Settima ed. 1991), pp. 95-98 e p. 109

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Evola, Julius, Sintesi di dottrina della razza, Milano, Hoepli, 194, p. 63 e p.185

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Evola, Julius, Rivolta contro il mondo moderno, Milano, Hoepli, 1934, p. 243,244

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Galli, Giorgio, Hitler e il nazismo magico, Milano, Rizzoli, 1989; inoltre René Guenon, in un riferimento all’opera di Tilak aggiunge “(…) non è certo malgrado il nostro induismo, ma proprio a causa di esso, che consideriamo noedica l’origine delle tradizioni indù, anzi, più precisamente polare, poiché questo dicono espressamente i Veda, al pari di altri libri sacri” Guenon, René, “Atlantide e regione iperborea”, in Forme tradizionali e cicli cosmici, Edizioni mediterranee, Roma, 1974, pp.28,29

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Tilak, Lokamanya Bal Gangadhar, The Arctic Home in the Vedas, 1985 Editions du Seuil, Paris; tr. it. di Maria Fanny Bellisai La dimora artica nei Veds, Genova, Edizioni Culturali Internazionali, 1986, p. 17

Pauwels, Louis e Bergier, Jacques,   Le matin des magiciens, Librairie Gallimard, 1960; tr. it. di Pietro Lazzaro Il mattino dei maghi, Milano, Mondadori, 1963, p. 353

Evola, Julius, Nazionalismo, Germanesimo, Nazismo, Genova, I Dioscuri, 1989. Alle pp. 216 e 218  Evola scrive: ”Rosenberg (…) ha tracciato una filosofia della storia della razza primordiale a partire dalla preistoria artica fino alle sue varie diramazioni nelle differenti civiltà indoeuropee e indo – germaniche dei tempi storici (…)“ e riporta l’affermazione di  Rosenberg secondo cui la “mistica del sangue nordico deve assurgere allo stesso valore religioso degli antichi sacramenti.”

Goodrick Clarke, Nicholas,: The Occult Roots of Nazism, The Aquarian Press, Wellinborough, Northamptonshire, 1985; tr. it. di Carlo Donato, Le radici occulte del nazismo, Milano, SugarCo, 1993, p. 210

Sebottendorf, Rudolf von,  Bevor Hitler Kam, Deukula-Verlag Grassinger & Co., Munchen, 1933 (reprint Verlag/Versand, Bremen, 1981), II ed. Munchen 1934; tr. it.  di Francesca Castruccio Prima che Hitler venisse: storia della società Thule, Torino, Delta-Arktos, 1987, pp. 23, 37,

del Ponte, Renato, Introduzione a Sebottendorff, op. cit., p. 4

Goodrick Clarke, Op. cit., p. 213

Galli, Giorgio, op. cit., p. 109

Sebottendorff, op. cit., p. 44

Ibidem, p. 53

Ibidem, pp. 37,38

Hohne, Heinz, Der Orden unter dem Totenkopf. Die Geschichte der SS, Verlag Der Spiegel, Hamburg 1966 und Sigbert Mohn Verlag, Gutersloh, 1967; tr. it. di Salvatore Tito Villari L’Ordine Nero - storia delle SS, Milano, Garzanti, 1968, pp. 99,100

Fest, Ioachim, Hitler, eine bibliographie, Verlag Ullstein GmbH, Frankfurt/m-Berlin-Wien, 1973; tr. it. di Francesco Saba Nardi, Hitler, Milano, BUR Rizzoli, 1991 (Terza ed. 1995), p. 139

del Ponte, Renato, op. cit., p. 12

 


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