II.1 La Teosofia, base della rinascita occulta

Durante il XIX secolo, la Germania presenta un vistoso interesse per la letteratura esoterica e per l’occultismo in genere; dovunque nascono confraternite di studiosi, circoli di intellettuali praticano e diffondono gli antichi culti solari, mentre la Teosofia alimenta il bisogno del Sacro in una Germania prussiana e bismarkiana che irreggimenta militarmente la popolazione tralasciando lo spirito per la baionetta.
L’influsso della Teosofia non sarà mai abbastanza sottolineato perché la sua concezione del mondo, la sua cosmogonia e le sue teorie astrologico-occultistiche avranno enorme influenza sull’élite culturale tedesca di fine secolo e soprattutto sugli uomini guida del III Reich.
La veggente e avventuriera Helena Petrovna Blavatsky (1831 – 1891) importò nella sua teoria spiritualista elementi gnostici ed occultistici occidentali, mescolandoli a tradizioni ermetiche orientali influenzando così la moda culturale dell’epoca che propendeva verso un rinnovato interesse verso lo spiritismo.
Grazie agli esperimenti spiritualistici delle sorelle Fox ad Arcadia (New York) nel 1848, le sedute medianiche erano all’ordine del giorno presso i circoli culturali degli Stati Uniti e fu seguendo questo interesse americano verso l’occulto che Madame Blavatsky fondò la sua Società Teosofica a New York nel 1875. Da qui la Teosofia si diffuse in tutto il continente nordamericano, in Inghilterra, Germania e addirittura in India, dove la sede della Società venne spostata nel  1879.
Per ritrovare la tradizione esoterica occidentale a cui la Blavatsky fa riferimento, bisogna risalire alla tradizione gnostica, identificata a partire dai primi secoli della nascita di Cristo; insieme al sapere gnostico vengono utilizzati testi ermetici di magia, cabala, alchimia di provenienza mediterranea che ripercorrono i medesimi sentieri spirituali di ordine mistico.
Nonostante le differenze, si può affermare che il dualismo orientale, di tipo persiano e derivato dallo Zoroastrismo, ebbe grande influenza sulla tradizione esoterica; l’opposizione Regno del Bene = luce \ Regno del Male = tenebre e la conseguente affermazione che il principio del male ha in mano il mondo dell’uomo porta alla logica conseguenza che per salvarsi l’uomo ha bisogno di una conoscenza segreta, spirituale e accessibile solo agli iniziati.
Lo gnosticismorappresenta quindi il primo punto di partenza verso la Teosofia; le prime comunità gnostiche, che influirono potentemente sull’ideologia manichea del III sec., fecero circolare i loro insegnamenti anche presso gli intellettuali egiziani che tra il III e il V sec. produssero una successiva rielaborazione della scienza esoterica riunita in vari testi greci, gli Hermetica.
Il medioevo  assimilò poco della tradizione occulta che tuttavia fiorì in concomitanza con la rielaborazione delle conoscenze umane effettuata dagli umanisti del XV sec. L’illuminismo, con la diffusione dell’empirismo e del razionalismo, relegò l’occultismo a pochi sperimentatori e filosofi, tuttavia verso la fine del XVIII secolo si registra in Europa un sempre crescente interesse verso il mistero della conoscenza esoterica e nasce un discreto numero di società segrete con lo scopo di studiare formule alchemiche, religioni gnostiche e dare una risposta definitiva al problema della dottrina segreta.
L’enorme diffusione delle idee occulte come sottofondo della cultura moderna del XIX e dei primi anni del XX secolo è interpretabile come reazione alla diffusione delle teorie capitalistiche e utilitaristiche della civiltà industriale; l’eccessivo peso dell’industrializzazione negava lo spazio alla spiritualità più sentita del romanticismo, quella legata al mistero, all’occulto, e la naturale soluzione fu una ricerca sotterranea del sapere, ammantata di cultura egizia e orientale, rivelato da presunti “Invisibili” rivelatori di conoscenza detti anche “Superiori Sconosciuti” derivati direttamente dalla tradizione rosacrociana.
Meta della Società Teosofica era appunto realizzare il ponte tra una religione ermetica di matrice gnostica – rosacrociana e la scienza del XIX secolo, utilizzando le forze latenti nell’uomo e tentando di risvegliarle per una superiore consapevolezza spirituale. 1
Nel suo desiderio di riconciliare le religioni nascoste orientali e occidentali, Madame Blavatsky si dedicò ad uno studio approfondito delle grandi religioni e insieme ai suoi collaboratori produsse alcuni testi di indubbio interesse in quanto mediazioni di più correnti sapienziali che influirono notevolmente sulla cultura occidentale.
Gli studi della Società Teosofica diedero origine infatti ad una specie di moda di fine secolo che produsse traduzioni di testi religiosi antichi orientali, sorta sulla corrente neoromantica che attraversava allora l’Europa e che si diffuse potentemente anche in Germania.
L’interesse della Blavatsky per la dottrina segreta, mirava a una considerazione delle varie correnti occulte, cabala, gnosticismo, demonologia, massoneria e spiritismo e alla loro rielaborazione in vista di una superiore conoscenza occulta che ella scorgeva proveniente dalle religioni più antiche, in special modo quella egiziana.
Il suo iniziale interesse per l’idea religiosa egiziana si manifesta nel suo primo libro, Isis unveiled (Iside svelata, 1877) che tenta una rielaborazione delle religioni odierne alla luce della scienza egiziana, rivelando la piattezza di ideali della moderna civiltà industriale.
In seguito, con lo spostamento della Società Teosofica a Madras, India,  (1879) la Blavatsky si sforza di organizzare la Teosofia considerando l’Oriente, in special modo il Tibet, come vera fonte religiosa mondiale, tralasciando l’Egitto e i suoi misteri.
Il secondo libro, La dottrina segreta (1888) veniva presentato come commentario ad un testo ritrovato da Madame in un monastero sotterraneo nella catena dell’Himalaya, Le stanze di Dzyan; in tre volumi si descrivevano le attività divine durante il processo creativo che continua ciclicamente per l’eternità.
L’evoluzione cosmica, dall’età del predominio del fuoco a quello dell’etere, rifletteva la caduta della creazione dalla grazia divina e per illustrarla, la Blavatsky utilizzò una vasta gamma di simboli esoterici, descritta dallo storico del nazismo Nicholas Goodrick – Clarke: “(…) triangoli, triskelis e svastiche. Fece un uso così abbondante di quest’ultimo segno, che per gli orientali è apportatore di fortuna e fertilità, che lo incluse nel disegno dell’emblema della Società Teosofica”.2
E’ quindi rimarchevole che lo swastika, universalmente riconosciuto nella storia contemporanea come simbolo del nazismo, faccia la sua prima apparizione pubblica nei tempi moderni in un libro occultista; è quindi possibile osservare in esso un legame voluto con le religioni buddiste e induiste, che da sempre lo utilizzano sia in posizione levogira che destrogira. La simbologia occulta che la Blavatsky gli attribuisce verrà ampliato dai teorici volkisch e fautori di culti solari che annunciano il XX secolo occulto in Germania.
Il II volume della Dottrina segreta, (Antropogenesi), descriveva la caduta dell’uomo dalla grazia divina alla barbarie e poi di nuovo in ascesa spirituale, seguendo il corso della ciclicità cosmica; una .dottrina di evoluzione della razza secondo la quale la attuale quinta razza - madre, definita ariana, sarebbe stata preceduta da una quarta, quella degli Atlantidi,  quasi scomparsa a causa di un cataclisma che avrebbe sommerso il loro continente nell’Atlantico.
Gli Atlantidi avevano statura gigantesca e capacità tecnologiche superiori a quelle attuali basate sulla forza elettro-spirituale di origine divina (Fohat), essi come la razza - madre ariana provenivano dalla razza dei Lemuri, abitanti di uno scomparso continente nell’Oceano Indiano; tutte le razze derivavano quindi dalla prima razza Iperborea che nella notte dei tempi sarebbe stata abitante delle zone polari.
Uno scontro di tipo “magico” tra i sapienti atlantidei, che utilizzavano la loro magia negativa a fini malefici e i saggi abitanti della mitica città sotterranea di Sham bha lah (ubicata sotto al deserto di Gobi) avrebbe in seguito prodotto grandi cataclismi e portato all’attuale caos razziale ed ideologico;
La Blavatski affermava di aver ricevuto la sua iniziazione da Morya e Koot Hoomi, due saggi iniziati abitatori della città sotterranea dalla quale il Re del Mondo guidava spiritualmente i destini del genere umano. La posizione di questa città sarebbe la zona del deserto di Gobi e rappresenterebbe il residuo dei Lemuri che si sono mantenuti puri nello spirito senza cadere nell’empietà e nel peccato a cui seguì la divisione in razze inferiori e la decadenza.
La Teosofia professava una fede karmica, basata sulla reincarnazione in successive razze – madri che conduceva alla riunione finale con l’essere divino dal quale era stato originariamente separato.
Heinrich Himmler, Reichsfuhrer SS, e cultore del misticismo nordico, credeva nella reincarnazione, considerandosi egli stesso manifestazione karmica dell’imperatore Federico I di Sassonia; famose sono le spedizioni SS in Tibet e nel deserto di Gobi alla ricerca della mitica entrata alla città sotterranea per non citare la dottrina nazista della razza e della caduta ad uno stato di debolezza sociale ed economica causato dalla commistione con untermenschen e della necessità di purificazione biologica per permettere ala razza – madre di stimolare le capacità latenti nel cervello.3            
Grazie alla Teosofia, in Germania si cominciò a studiare la possibile ubicazione di Atlantide; se ne occuparono storici, studiosi e semplici appassionati, e un esploratore di grande fama come Sven Hedin, scopritore delle sorgenti delle sorgenti del Brahmaputra e membro delle future spedizioni SS si recò più volte in Asia alla ricerca di Sham bha lah. 4 e venne invitato e festeggiato da Hitler a Berlino in occasione del settantacinquesimo compleanno nel 1940. (Ricordiamo come Hitler non mancò mai di compiere simili atti di omaggio agli uomini che contribuirono in vari modi alla costruzione della sua Weltanschauung) 5
E’ altresì interessante notare che l’affermazione teosofica che la razza – madre più pura sarebbe nata in Asia centrale è la medesima tesi di Joseph Arthur de Gobineau, il primo saggista razzista. 6
All’interno della dottrina teosofica esiste un curioso elemento che ritroveremo in List e von Liebenfels, gli ariosofi di Vienna, secondo il quale “ (…) l’universo è permeato da un etere psichico definito Akasa (termine indù che significa spazio) che registra gli eventi, per cui quelli del passato possono essere letti da persone con doti particolari, potenziate dal contatto con quelli che vengono chiamati istruttori occulti. Attraverso queste “registrazioni  akasiche” e la lettura del misterioso testo Le stanze di Dzyan scoperto nel Tibet, viene ricostruita una fantastoria dell’umanità”.7
La Teosofia riveste particolare importanza poiché in essa confluiscono molti aspetti della religione segreta, o meglio dell’occultismo che sarà diffusissimo a Vienna durante gli anni della prima formazione culturale di Hitler e vedremo come le idee degli ariosofi viennesi permeavano e guidarono la sua visione del mondo.
E’ nel 1900 che Rudolf Steiner, fondatore dell’Antroposofia accetta di tenere conferenze nella sede della Società Teosofica a Berlino e giungerà sino al grado di aspirante presidente; la sua dottrina dei quattro corpi, (fisico, aura, corpo astrale ed ego) ha grandi affinità con le dottrine occultistiche in voga, e con la cultura filosofica da queste influenzata come lo slancio vitale di Bergson e la forza vitale di Shaw.
La sua storia dell’umanità ricalca quella della Teosofia, ma si allontanò in seguito dalla Società Teosofica  per il diverso modo di affrontare il problema della salute psico-fisica, per il suo interesse verso la biodinamica e per il suo orientamento culturale finalizzato ad un miglioramento della educazione dell’uomo basato sullo sviluppo completo della persona, specialmente verso gli handicappati, cosa che gli valse l’antipatia del governo nazista volto alla eliminazione scientifica dei sub-umani.
E’ sempre intorno a questo periodo che scrive L.G.B. Tilak, uno dei maggiori esperti dei testi sacri indiani e fautore dell’indipendenza dell’India, ragione, quest’ultima, per cui fu incarcerato dal governo britannico.
Il suo studio La dimora artica dei Veda descrive la Terra vista dai testi sacri indù prima che uno sconvolgimento tellurico dovuto  al cambiamento dell’angolo di inclinazione terrestre apportasse modifiche negative.
Nella sua opera, che esercitò enorme influenza nella cultura tedesca ed anglofona di orientamento nazionalista e razziale, rinnova la credenza in una mitica età iperborea e utilizza a tal fine la sua notevole conoscenza della scienza occidentale , interpretando in concomitanza passi dei Veda e mitologia comparata.
Esaminando i passi Veda in cui compaiono descrizioni di posizioni astronomiche e osservazioni geologiche, Tilak giungeva ad affermare che la Mittgart, o Thule iperborea, doveva identificarsi con la regione artica e che prima di uno sconvolgimento dell’atmosfera terrestre doveva esistere “ (…) l’Airyana Vaejo, o Paradiso Ariano, situato in una regione in cui il sole splendeva una volta l’anno, regione distrutta dai ghiacci e dalle nevi che resero il clima inclemente, tanto da costringere il popolo a migrare verso sud. Queste affermazioni, chiare ed evidenti se poste a confronto con le conoscenze sull’epoca glaciale e post – glaciale che le ultime ricerche geologiche ci forniscono, non possono che condurre alla conclusione che la patria primordiale degli Ariani si trovava in ambiente artico ed inter – glaciale.”8
Lo stesso Julius Evola in Rivolta contro il mondo moderno (1934) riporta numerose tradizioni di un popolo ariano con sede artica e cita Tilak9 nel periodo d’oro del misticismo ariano nazista; questo per definire l’importanza dell’autore indiano nel contesto spirituale del III Reich.
E sarà proprio nel reame delle illusioni metafisiche di Hitler che la teoria di Tilak sarà riportata in auge grazie all’ingegnere austriaco Hans Horbiger; la sua teoria del Mondo di Ghiaccio e delle catastrofi cosmiche periodiche attirerà le menti più illuminate delle accademie scientifiche naziste e sarà diffusa e favorita sia dal Fuhrer che da Himmler. 10 
La soluzione Teosofica al male nel mondo, risiedeva certamente nella ricerca della purezza spirituale ma era comunque e in ogni modo legata indissolubilmente alle teorie razziali che da Gobineau si erano diffuse in tutta Europa.
Madame Blavatsky ebbe il merito di apportare una giustificazione “teologica” ossia di sistematizzare in una filosofia di matrice religiosa il sistema razziale suggerendo indirettamente una direttiva pratica: la realizzazione dell’individuo risiede nella sua razza, se si ritorna biologicamente alla razza madre, si avrà un ripristino dell’età dell’oro sulla Terra
Alla ricerca della mitica Sham bha lah, si pensò di nuovo grazie all’apporto di Ferdinand Antoni Ossendowski,  un ingegnere russo, membro di una confraternita iniziatica, che vedeva nella rivoluzione la congiura vittoriosa delle forze delle tenebre; nel suo libro Bestie, uomini dei, 11 pubblicato a Parigi nel 1924, descriveva una sua esplorazione delle remote lande tibetane alla ricerca di una fortezza spirituale, dove trovare la potenza spirituale necessaria a vincere le forze del male. (Da notare che l’autore fu criticato dall’esploratore SS Sven Hedin, che si recò più volte a cercare la città nascosta, per una presunta inattendibile descrizione di alcuni itinerari e plagio di una parte dell’opera di Saint – Yves d’Alveydre)12
Ossendowski raccontava il suo incontro con i saggi iniziati di Agarthi, la città sotterranea dove il Re del Mondo guida i destini dell’uomo, conoscendone i pensieri ed indirizzandoli al bene. La città – regno sarebbe abitata da un popolo eletto, formato dai discendenti di Mu e Atlantide. La luce miracolosa che illumina Agarthi donerebbe loro la vita eterna ed essi avrebbero a loro disposizione l’immensa biblioteca della città che raccoglierebbe tutto lo scibile delle razze preumane.
Il testo di Ossendowski non avrebbe avuto tanto seguito se non se ne fosse occupato René Guenon, che nel suo libro Il Re del Mondo si occupa di ritrovare le miriadi di tradizioni religiose che confermano o seguono le descrizioni di Ossendowski.
Esaminando le tradizioni letterarie di Agarthi o Agarttha, Guenon cita con disfavore Louis Jacolliot (1837 – 1890), console di Francia a Calcutta, che diede alle stampe vari testi con il medesimo tema: le civilizzazioni moderne provengono da un nucleo iniziale ariano da cui i semiti si sono staccati e degenerati. Il Vril, la potenza energetica, permetterebbe di ritornare alla razza pura, bloccando il ciclo delle rinascite karmiche.
Guenon definisce Jacolliot scrittore “(…) di scarsa serietà, alla cui autorità non si può certo fare riferimento” 13 ma ritrova Agarttha nel testo Mission de l’Inde dell’occultista Saint-Yves d’Alveydre, citandolo con attenzione e dando un giudizio positivo.
Guenon ritrova nel sottofondo iniziatico delle grandi religioni molte caratteristiche di Agarthi, per esempio il segno swastika (simbolo della città sotterranea) viene ritrovato nelle culture religiose  orientali e nell’ universo iniziatico occidentale, dall’ermetismo cristiano ai Templari e alla Massoneria, e Guenon dà al simbolo un significato di rotazione intorno ad un polo fisso, da cui si genera il movimento universale. Altro aspetto è per esempio la luce misteriosa che illumina Agarthi, paragonata alla luce Shekinah che appariva tra gli angeli raffigurati sull’arca dell’alleanza.
Quello che a noi interessa è rilevare che uno studioso che più volte si era scagliato contro la teosofia e lo spiritismo (in La Teosofia, storia di una pseudo – religione, e in Errore dello spiritismo), accetta di prendere per vera la testimonianza di un russo iniziato al Tantra, che descrive un mondo reale nello stesso modo della Blavatsky, anche se illustrato nella cornice di una esplorazione del Tibet.
Un’altra descrizione, anche se variamente differente di Agarthi  si ritrova nel romanzo di Edward George Bulwer Lytton,  La razza ventura in cui ipotizza una forma di energia (il Vril, lo stesso di Jacolliot)  che darà il nome alla Loggia del Vril, fondata dai Rosacroce di Berlino e che contribuirà alla genesi del misticismo nazista.14
Bulwer Lytton, occultista e praticante di magia sessuale, scrittore e romanziere di successo (scrisse tra l’altro Gli ultimi Giorni di Pompei) descrisse la scoperta da parte di un esploratore un mondo di stupefacente bellezza, in cui una comunità di uomini superiori utilizzano la forza del Vril per accrescere la loro evoluzione e spiritualità. Questo centro iniziatico si presenta quindi come il progetto della razza che verrà, la razza che soppianterà l’attuale umanità.
Anche quest’opera sarà letta “(…) con passione dai membri della società berlinese del Vril e da Hitler stesso. Il futuro fuehrer la vedeva come una prima copia dei suoi progetti più segreti: la razza futura, quella del re del mondo che vive nel segreto del suo palazzo sotterraneo dell’Agarttha, quella della razza ariana rinnovata dai germanici. Solo loro ne sarebbero stati capaci, perché l’energia del Vril, riscoperta dagli iniziati occidentali, sarebbe stata infusa in tutta la razza germanica.”15
Le influenze della Teosofia furono enormi, al punto da intaccare la Weltanschauungnazionalsocialista e la visione religiosa degli intellettuali del XIX secolo, confusi in un ciclo storico di agnosticismo darwinista e razionalismo scientifico.
Nel 1884 la prima Società Teosofia tedesca fece la sua apparizione in Germania, a Elberfeld, dove la Blavatsky si era recata ospite di alcuni collaboratori; contemporaneamente si osservò un vasto aumento di interesse per l’occultismo e la fondazione di periodici come “Die Sphinx” (1886), che si occupava di esoterismo in genere e di paranormale, diede vasto impulso alle ricerche, diffondendo una ricerca del sacro che si muoveva su binari paralleli, non ortodossi.
Secondo Nicholas Goodrick – Clarke la Teosofia ebbe tanto successo perché incarnava il concetto del movimento Lebensreform che si proponeva di curare i mali del mondo moderno con medicina naturale ed erboristica, vegetarianesimo e le comuni rurali di cui abbiamo parlato nel capitolo precedente. L’esigenza di un ritorno alla natura era percepito dal Volk tedesco anche come ritorno ad una religione primigenia, non contaminata dalle successive rielaborazioni da parte delle grandi religioni.
La dottrina segreta della Blavatsky appagava questa ansia emotiva e dava risposte che, per quanto difficili da confermare (lo sono ancora oggi per i movimenti New Age), tramandavano tradizioni antichissime e suggestive, la panacea per il romantico regresso religioso della Germania.
La storica Anna Bramwell osserva giustamente che anche dopo il 1945 i teosofi, i wotanisti e altri membri di associazioni di ricerca runica sostenuti direttamente dai nazisti, continuarono ad esistere “ (…)  poiché il rifiuto della cristianità e la ricerca delle religioni e dei miti nordici risalivano a molto prima del nazismo e gli sopravvissero, e anche la teosofia e l’antroposofia dovrebbero venire viste come parte del rifiuto della religiosità organizzata.”.16
D’altra parte la dottrina delle razze si accordava perfettamente con l’insofferenza volkisch di etnie non germaniche all’interno del territorio tedesco e la matrice religiosa della corrente nazional – razziale trovò una inesauribile fonte di ispirazione grazie agli sforzi divulgativi della Società Teosofica che spazzarono le menti d’Europa con la nuova scienza.
Uno dei più instancabili scrittori teosofisti fu il medico Franz Hartmann (1838 – 1912); nel 1865 si imbarcò per gli Stati uniti dove visse per oltre diciotto anni compiendo studi e ricerche     .
In seguito viaggiò in Messico, Texas, Colorado, finché iniziò ad interessarsi negli anni ’70 di spiritualismo, frequentando circoli medianici, fu però la lettura di Isis unveiled a spingerlo a contattare la sede della Società Teosofica a Madras, dove divenne presidente vacante durante le assenze della Blavatsky.
Il suo contributo alla diffusione della Teosofia è dovuto all’ampia varietà di scritti e traduzioni di Hartmann, specialmente dal Bhagavad Gita e dal Tao Te Ching, oltre a monografie sulle grandi religioni orientali, sul misticismo e su Paracelso.
Il suo periodico Fiori di Loto (1892 – 1900) “ (..) fu la prima pubblicazione tedesca ad esibire sulla copertina la svastica teosofica”; 17 inoltre, seguendo l’idea della Blavatsky dell’etere elettrospirituale, Hartmann dichiarò che il sole era una manifestazione esterna di un invisibile potere spirituale.18
Questa affermazione, rilevante per il nostro studio, portò molti a credere che la piacevole sensazione derivante dal bagno di sole sulla spiaggia non fosse altro che una sorta di passaggio di energia di livello superiore tra il sole e il corpo; questo facilitò la moda dei freibad, e diede impulso al nudismo e al naturismo.
La spinta all’editoria occulta offerta da Hartmann, portò a nuove pubblicazioni.
Decine di riviste e case editrici nacquero come d’incanto e iniziarono una serie di studi storico-religiosi con basi pseudoscientifiche, che propugnavano un passato ricco di razze superiori, misteriose forze telluriche, ritorni ciclici dei “Superiori Sconosciuti” e altre informazioni non proprio accertabili; ciò che più conta è la suggestione che la Teosofia esercitò sulla società tedesca di fine secolo e la sopravvivenza di tali idee di chiara matrice religiosa nel III Reich.
La scoperta occulta del fluido elettrospirituale vagante nel cosmo spinse molti ad un rinnovato culto solare; tra questi Eugene Diederichs, eccentrico e famoso editore di “Die Tat”, in cui ospitava volentieri articoli di varie scuole di pensiero ermetico.
La personalità curiosa di Diederichs merita qualche parola; dopo un appassionato flirt con la Teosofia, se ne allontanò definendola troppo limitata; aveva infatti teorizzato un aspetto che andava oltre il fluido eterico, il Geist, parola che manca di un corrispettivo in altre lingue e che potremmo definire come aspirazione dell’anima alla fusione, o in un altro aspetto, incarna l’entità spirituale o la forza dell’universo.
I raggi del sole, secondo l’editore tedesco, sono infusi di invisibile Geist che trasmette calore immateriale proveniente dall’aldilà cosmico che donano calore all’uomo; è ora possibile dal suo punto di vista, affermare che la divinità viene ad assimilarsi, in una sua manifestazione, al sole ed è importante per noi in quanto è da queste posizioni che parte il culto solare che tanta parte avrà durante gli anni del nazismo.
Diederichs, personaggio pubblico e organizzatore di serate mistiche nella sua villa di Jena, aveva fondato il suo Sera Circle , un circolo culturale in cui si trattavano problemi di ordine religioso e mistico; presto la sua villa divenne centro di pellegrinaggi di giovani e meno giovani, anche se a volte, come riporta G. Mosse “(…) le riunioni si trasformavano volentieri in orge greche, in uno spirito di rilassamento dionisiaco.” 19
Ci interessa rilevare l’importanza del culto del sole che nella teologia di Diederichs si avvicina al cristianesimo solare di Lagarde e Langbehn; per l’editore di Jena infatti, Cristo è l’espressione e il simbolo dello spirito cosmico al quale ci si può abbeverare tramite l’unione mistica con esso, un cristianesimo intriso di caratteristiche nazional – razziali e wotaniche.
La spiegazione dell’origine del culto solare venne data in diverse conferenze al Sera Circle: i tedeschi, abitanti delle fredde e nebbiose foreste del nord, nutrirebbero una naturale aspirazione per i raggi purificatrici del sole che rappresenta la luce, la speranza e il centro concettuale del cosmo.
Questo culto venne ritrovato dagli studiosi volkisch in tutte le saghe nordiche che divenivano sempre più popolari grazie a Wagner, l’Edda, l’antica raccolta di leggende eroiche tedesche, fu riesaminata e studiata sotto una nuova luce: non più storie per bambini ma rivelazione segreta dell’antica religione degli avi.
Essa fu ristampata in varie edizioni e integrata da illustrazioni, specialmente intorno al 1920, in cui Cristo veniva trasformato nel dio del sole germanico mentre la vergine Maria diveniva la madre degli ariani, altre volte la nascita di Cristo venne considerato una celebrazione del ritorno di Baldur, il dio della luce, dal regno delle tenebre.
Al Sera Circle  si praticavano riti solstiziali seguendo la moda tedesca del tempo, si coltivava inoltre la poesia e le danze popolari alla ricerca del vero Volk  tedesco, si utilizzavano stendardi color rosso acceso con un sole fiammeggiante nel mezzo e si praticavano riti dionisiaci alla ricerca del sapere occulto.20
L’idea di una rivelazione superiore faceva da guida agli iniziati del Sera Circle che propugnavano una società guidata da conoscenze esoteriche e soprannaturali per guidare il mondo verso il suo vero destino solare; Diederichs ebbe modo di diffondere in tutta la Germania le sue tesi in quanto intratteneva amicizie a tutti i livelli con moltissimi conoscenti che frequentavano occasionalmente la sua villa ed erano spesso membri facoltosi della intellighenzia tedesca Fu in Austria e più precisamente a Vienna che l’occultismo solare divenne vera e propria religione, influenzò Hitler nei pochi anni che trascorse a Vienna e molti altri membri dell’élite del III Reich; il suo principale sistematizzatore fu Guido von List.

1) Cavendish, Richard, A History of Magic, 1977; tr. it. di Davide Dèttore  Storia della magia, Milano, Armenia Editore, 1980. Prima edizione, Mondadori, Oscar Arcana settembre 1985, p. 186

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2) Goodrick Clarke, Nicholas,: The Occult Roots of Nazism, The Aquarian Press, Wellinborough, Northamptonshire, 1985; tr. it. di Carlo Donato, Le radici occulte del nazismo, Milano, SugarCo, 1993, p. 39

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3) Per tutto ciò che riguarda l’influenza della Teosofia e delle dottrine occulte su Himmler, vedi il cap. IV.1  Heinrich Himmler e l’ordine dei monaci guerrieri

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4) Galli, Giorgio, Hitler e il nazismo magico, Milano, Rizzoli, 1989, p. 34

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5) Vedi per esempio la visita di Hitler al capezzale di H.S.Chamberlain nel 1923 a Bayreuth, come pure la menzione di lode che fa al suo maestro in Mein Kampf  citata in Shirer, William,  The Rise and Fall of the Third Reich: a history of nazi Germany ; tr. it. di Gustavo Glaester Storia del Terzo Reich, Torino, Einaudi, 1963, p. 120, inoltre  G. Mosse registra che  “Chamberlain era un devoto ammiratore di Hitler, il quale, nel corso di una drammatica messa in scena, si recò (nel 1927) a visitare il morente e ormai paralizzato apostolo del germanesimo, chinandosi a baciargli le mani”; l’evento fu immortalato da fotografie che fecero il giro della Germania.

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6) Cfr cap I.7  Ritorno alle origini, p. 48

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7) Galli, Giorgio, Hitler e il nazismo magico, Milano, Rizzoli, 1989, p. 33

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8) Tilak, Lokamanya Bal Gangadhar, The Arctic Home in the Vedas, 1985 Editions du Seuil, Paris; tr. it. di Maria Fanny Bellisai La dimora artica nei Veds, Genova, Edizioni Culturali Internazionali, 1986, p. 17

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9) Evola, Julius, Rivolta contro il mondo moderno, Milano, Hoepli, 1934, pp. 244, 245

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10) Vedi cap IV.6 La scienza cede e si adatta alla nuova religione. Una nuova cosmologia.

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11) Ossendowski Ferdynand Antoni, Beasts, men and gods; tr. it. di Tito Diambra Bestie, uomini, dei, , Milano, G. Morreale, 1925

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12) Webb, James The Occult Establishments, Open court Publishing Company, La Salle, Illinois, USA, 1976; tr. it di Carlo Donato Il sistema occulto, Milano, SugarCo, 1965, p. 145

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13) Guenon René, Le Roi du monde, Librairie Gallimard, Paris, 1958; tr. it di Bianca Candian, Il re del mondo, Adelphi, Milano, 1977 (Settima ed. 1991), p. 11

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14) Dolcetta, Marco, Il Nazismo esoterico, Milano, Hobby and Work italiana ed., 1994, N° 8, Le Iniziazioni - Cerimonie di adesione ai riti del Nazionalsocialismo, p.16

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15) Ibidem

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16) Bramwell, Anna,  Blood and Soil, 1985, The Kensal Press; tr. it. Ecologia e società nella Germania nazista. Walther Darré e il partito dei verdi di Hitler, Gardolo di Trento, Luigi Reverdito Editore, 1988, pp. 78,79

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17) Goodrick Clarke, Nicholas,: The Occult Roots of Nazism, The Aquarian Press, Wellinborough, Northamptonshire, 1985; tr. it. di Carlo Donato, Le radici occulte del nazismo, Milano, SugarCo, 1993, p. 45

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18) Mosse G.L.,Le origini mistiche del naz-socialismo” ne “Il Ponte”, Anno XVIII – N° 1, Gennaio 1962, p. 33

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19) Mosse G.L., The Crisis of German Ideology, Grosset & Dunlap, New York, 1968; tr. it. di Francesco Saba-Sardi  Le origini culturali del III Reich, Milano, Mondadori, 1968, p. 80

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20) Mosse, op. cit., p.89

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