Rudolf von Sebottendorff e il Germanenorden

Le origini del partito nazionalsocialista, sono intimamente connesse con una società segreta antisemita il Germanenorden, che cambiò nome nel 1918 in Società Thule.
Da essa si estese il suo braccio politico, il DAP (Deutscher Arbeiterpartei – Partito dei lavoratori tedeschi ), che dopo il 1919, anno in cui Hitler ne assunse la guida, divenne il Partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori (NSDAP).
E’ bene spendere qualche parola sulla genesi del Partito nazista perché potremo osservare come le idee di Guido von List. Lanz von Liebenfels e dei teorici volkisch del secolo precedente influirono potentemente sulla struttura e organizzazione politica del Partito fino ad indirizzarne le strategie future di conquista.1
Prima di esaminare il Germanenorden dobbiamo fare riferimento ad un personaggio complesso e misterioso che elaborò il programma gnostico – politico dell’Ordine dei Germani, Rudolf Glauer von Sebottendorff.
Nato nel 1875 in Slesia, compì studi tecnici e si iscrisse al Politecnico di Berlino – Charlottenburg; decise tuttavia di imbarcarsi in cerca di fortuna su una nave di linea verso New York.
Gli anni successivi lo videro elettricista sul Prinz Regent Luitpold, cercatore d’oro nel deserto australiano, e dopo una serie di insuccessi, ritroviamo Sebottendorff al Cairo, dove entrò in contatto con Hussein Pasha, un turco di nobili origini e proprietario di vasti possedimenti terrieri che lo iniziò al sufismo.
Al Cairo si avvicinò al misticismo islamico e conobbe i Dervisci Mevlevi; da queste prime esperienze trasse il nucleo dell’insegnamento iniziatico che approfondirà negli anni successivi a Costantinopoli (1900) dove rimase al servizio di Hussein Pasha come sovrintendente delle proprietà.
Secondo Renato del Ponte “Fu a Bursa, in Anatolia, che Rudolf iniziò a frequentare la famiglia Termudi: degli Ebrei greci provenienti da Salonicco, ricchi ed influenti, ma soprattutto studiosi della Qabbala nonché proprietari di una vasta biblioteca di testi alchemici e rosacrociani, per accedere alla quale Rudolf si fece – come i Termudi – massone, in una loggia del rito di Memphis (..). E’ (…) molto probabile che dalla biblioteca dei Termudi, nonché dalle indicazioni dirette di Hussein Pasha, il nostro Rudolf abbia tratto quelle indicazioni sulle misteriose pratiche operative in uso dalle presso la setta Baktashi dei dervisci che egli descriverà molti anni più tardi nell’unica sua opera che abbia conosciuto una cospicua fortuna: Die Praxis der alten Turkischen Freimaurerei (Leipzig, 1924) ” 2
Del Ponte, estremamente attento ad evitare elementi non comprovati storicamente, omette tuttavia dati importanti che sono raccolti da René Alleau e Nicholas Goodrick - Clarke;
in Turchia Sebottendorff viene iniziato dai Termudi e viene insignito dell’incarico di direttore dell’Ordine del Rosario Termudi. 3
L’attività esoterica di Sebottendorff comprendeva esperienze occulte; quando nel 1900 visitò la Piramide di Cheope a El – Giza studiò il significato cosmologico e numerologico delle tombe dei faraoni, avvicinandosi alla gnosi occulta delle antiche teocrazie.
E’ per noi interessante la scoperta di una nota di Hussein Pasha che descriveva gli esercizi mistici segreti degli alchimisti islamici tradizionali, ancora praticati dalla setta di Dervishi Baktashi; questi esercizi, che miravano alla realizzazione del sé mistico attraverso una serie di posizioni delle mani e del corpo utilizzando un particolare tipo di respirazione furono studiati da Glauer che si convinse della comune origine ariana di rune e misticismo islamico. 4
Von Sebottendorff dedicò molto tempo allo studio di questo pseudo - yoga basato sulla ripetizione di alcune sillabe mistiche durante precisi periodi lunari; la respirazione veniva utilizzata con particolari posture delle mani e degli arti con lo scopo di accumulare le più sottili radiazioni della forza originale e catalizzarle per usufruire dell’energia spirituale universale.
L’esercizio costante della ripetizione di “segni e prese” con varie parti del corpo portava allo sviluppo di un calore anormale nei punti scelti che si accresceva progressivamente e che era indirizzato in punti specifici e voluti del corpo; in conseguenza di questo direzionamento dell’energia vitale, venivano percepiti sapori e odori sottili, fino al momento della percezione di una “ombra nera” che segnava il termine della prima parte del lavoro; qualcosa di simile al Pranayama, la pratica della meditazione con utilizzo della respirazione e della concentrazione di essa nei centri somatopsichici.
“Quando si produce il fenomeno” -  scrive René Alleau – “quel giorno è festeggiato come l’inizio di una nuova vita e il discepolo riceve il nome di Loggia (Logername) ” 5
In seguito, gli esercizi di concentrazione si indirizzano verso la percezione interiore dei colori, seguendo la scala dei valori di tono fino al rosso; in questo momento l’adepto è divenuto Maestro Perfetto, seguendo il rituale dell’antica massoneria turca a cui Sebottendorff era affiliato.
La pietra cubica è del tutto squadrata, lo scopo della costruzione spirituale è ultimato, l’uomo è divenuto un essere spirituale completo.6
La Alleau continua: ” Gli iniziati orientali, secondo von Sebottendorff, chiamano questi lavori l’Opera spirituale, la Scienza della chiave e definiscono sé stessi Figli della chiave. Si tratta, infatti, della dissoluzione, chiamata chiave dagli alchimisti orientali e occidentali, del piccolo Io fisico ordinario e della coagulazione o della concentrazione del corpo sottile dell’Io divino. Una volta giunti alla fine del nostro addestramento, insegna von Sebottendorff, sentiamo il nostro corpo terrestre divenirci di momento in momento più straniero. Noi cresciamo al di là di esso; vediamo distintamente che esso è diventato polvere e ceneri. E’ il punto più basso che possa essere raggiunto, quello in cui le tenebre della morte e i loro territori li avvolgono. Per questa ragione, gli antichi framassoni orientali non accoglievano nelle loro comunità se non uomini coraggiosi, perché le prove riservate al neofita erano assai rudi. Il coraggio e la sopportazione erano le due virtù principali che essi dovevano avere.” 7
Questo tipo di esercizi a cui Sebottendorff si dedicava con impegno, rivelano un’attitudine mistica e un profondo desiderio spirituale, per esprimerci in termine alchemici, di “squadrare la pietra grezza”, ossia eliminare le impurità del tempio interiore dell’uomo e trasmutare la materia grezza (piombo) in materia spirituale (oro).
Sulla base dei capitoli precedenti, possiamo affermare che il Germanenorden , a cui Glauer si affiliò, fu interpretato da lui come società segreta in cui poter applicare a livello politico le  pratiche mistiche apprese dai massoni turchi, un desiderio che ripercorre tutta la storia dell’antisemitismo tedesco; il Cap. I.3 ha evidenziato Lutero come capo religioso antisemita e nazionalista. Federico II e i suoi emuli, nel sottocapitolo precedente, appaiono nella cultura sociale tedesca come re – messia regolarmente rispolverati ad ogni crisi politica che scuota pure le basi della vita del popolo.
Il concetto stesso di Volk rivela, ancora di più questa attitudine religiosa e un misticismo “cosmico”, che tenta per tutto il XIX secolo di manifestarsi politicamente.
List e Lanz von Liebenfels hanno nei loro programmi politici di sterminio razziale una base certamente religiosa, wotanica.
Nel nostro viaggio alla ricerca del  significato religioso del nazionalsocialismo siamo giunti al sistematizzatore della società segreta da cui nacque il Partito Nazionalsocialista tedesco dei lavoratori; riconosciamo dunque la prima fase in cui la corrente emotiva volkisch riesce a manifestarsi nel suo aspetto politico
Nel 1902 Rudolf Glauer von Sebottendorff ritorna in Germania  ma in seguito al fallimento del primo matrimonio, si rifugia nelle prospettive di ottimi guadagni offerte dalle aperture delle frontiere europee dopo il 1908 tornando in Turchia., dove otterrà la cittadinanza.
Dopo aver partecipato alla Seconda Guerra Balcanica come membro dell’esercito turco, si reca in Germania nel 1913 dove conoscerà la sua seconda moglie, una ricca divorziata  che sposerà due anni dopo.
Renato del Ponte riporta che fu in questo periodo che Glauer  scoprì da uno stampato l'esistenza del Germanenorden “( …)  società segreta antisemita dagli interessi vagamente occultistici. Prenderà contatto con Hermann Pohl, Cancelliere dell’Ordine, nel settembre 1916, poco prima della scissione che porterà il Pohl a a guidare la branca Walvater dell’Ordine e ad affidare al nuovo e facoltoso membro l’incarico di riorganizzarne le fila in Baviera, dopo che la guerra aveva messo in crisi le strutture.” 8
L’apporto di Sebottendorff si tradusse in una eccellente gestione economica, grazie al finanziamento della ricca moglie, ma soprattutto ampliò le conoscenze di matrice esoterica del gruppo, apportando nuovo materiale di provenienza orientale alla ricerca storica delle origini che il Germanenorden compiva grazie a studi e a conferenze tenute alla sede della società.
Sebottendorff acquistò in seguito un giornale che divenne l’organo ufficioso dell’Ordine, il Munchener Beobachter.
Importante per il nostro studio è l’affermazione cauta di del Ponte che scrive “ (…) il 18 agosto 1918 i massimi dignitari del Germanenorden possono presenziare alla consacrazione della nuova loggia, la quale, su suggerimento di Walter Nauhaus (1892 – 1919), il giovane studioso di tradizioni esoteriche e di cultura nordica, uno fra i primi membri del sodalizio e che verrà fucilato pochi mesi dopo dai Rossi, verrà designata ufficialmente come Thulegesellschaft (Società Thule), in ricordo della mitica isola situata all’estremo Nord, patria della nazione ariana: le fonti attestano che questo richiamo era perfettamente cosciente in chi lo promosse.” 9
Julius Evola, che si oppone con qualche riserva all’idea di un nazismo occulto, ci suggerisce in una nota a Il fascismo visto dalla destra: ”Già nel 1918 era stato creato un piccolo raggruppamento, il Thule Bund, che per simboli aveva scelto la croce uncinata e il disco radiante solare; ma, a parte il germanesimo, il suo livello spirituale era più o meno quello del teosofismo anglosassone. Vi furono anche altri gruppi o autori, ad esempio Guido von List e Lanz von Liebenfels (questi creò anche un Ordine) che anticiparono le idee di Hitler e usarono la croce uncinata; ma tutto ciò senza una radice, senza connessioni con una vera tradizione, con mescolanza di divagazioni personali d’ogni genere” 10
Abbiamo già visto nel Cap. II come List, Lanz e in genere tutti i precursori dell’intellettualismo di destra nazista si inseriscono perfettamente in una corrente che si riallaccia alla tradizione germanica, tentando disperatamente un contatto con l’origine aurea del popolo ariano, per cui l’affermazione di Evola è da considerarsi vera in parte; a noi interessa la sua testimonianza relativa alla Thule Bund, secondo cui nella società segreta antisemita prevalevano interessi occultistici di matrice teosofica.
Il significato dell’uso simbolico della croce uncinata e del disco solare è stato evidenziato nel Cap. II a cui si rimanda; possiamo ora affermare con sicurezza che il Germanenorden e la sua successiva trasformazione Thule Bund erano esteriormente una associazione nazionalista con lo scopo di annullare l’influenza ebraica sulla Germania, specialmente in campo industriale ed intellettuale e di ripristinare la potenza tedesca secondo l’ideale pangermanista.
E’ presente tuttavia un elemento ermetico, esoterico che ci rimanda alla costituzione di decine di Leghe, gilde e Bund, nella Germania di Weimar, presente sia nel simbolismo utilizzato, sia nell’ideologia di stampo teosofico manifesto attraverso le conferenze e gli studi promossi dalla Società.
Non bisogna dimenticare, tuttavia, che lo scopo principale delle società segrete weimariane era il ripristino della potenza germanica, pur con il ricorso agli antichi rituali wotanici come simbolo religioso unificatore di un popolo senza più identità.
Le direttive politiche razziste del Germanenorden, che esiste già prima di Weimar, sono evidenti nella seguente citazione riportata dal testo di R. Petitfrère:
“1) L’Ordine non accetta quale membro che un tedesco in grado di dimostrare la purezza del suo sangue fino alla terza generazione. Le donne non saranno ammesse che nel grado di amicizia (Freundschaftgrad) e sarà loro permesso di avere relazioni coniugali soltanto con un tedesco di sangue puro.
2) Una speciale attenzione dovrà essere posta nella propaganda razziale. Sarà necessario applicare all’uomo le esperienze che si sono fatte nel regno vegetale e animale e si dovrà dimostrare che la causa di ogni malattia e miseria consiste nella mescolanza delle razze” 11
Di nuovo, ci troviamo di fronte alle stesse teorie hitleriane del Mein Kampf; la lotta di razza per il predominio dell’ariano.
La direzione dell’Ordine era a Berlino, mentre grazie agli sforzi concertati di tutti gli affiliati, si crearono logge razziste nelle più importanti città; in questo modo, le direttive del primo gruppo di iniziati del Germanenorden potevano espandersi e trovare sempre più adesioni sfruttando la frustrazione sociale e politica della popolazione.
Giorgio Galli scrive “ Nel gennaio 1918 esce, finanziato da von Sebottendorff, il mensile Runen; nello stesso mese di gennaio Anton Drexler, membro dell’Ordine, fonda una Libera Associazione dei Lavoratori per una giusta pace, in luglio la sede dell’Ordine è fissata all’albergo Quattro Stagioni di Monaco e von Sebottendorff acquista il Munchener Beobachter, che poi diventerà, come Volkischer Beobachter, il quotidiano del partito nazista. Il 18 Agosto l’inaugurazione della sede coincide con l’adozione del nome Thule Gesellschaft da parte dell’Ordine bavarese.” 12

 

1 Richard Cavendish afferma che “ Lanz fu amico di un altro austriaco, Guido von List (1848 – 1918), che fu attratto dalla mitologia e dal folklore germanici, venerava Odino e praticava la magia delle rune. Entrambi influenzarono l’Ordine Germanico (Germanenorden), un’organizzazione fieramente antisemita, fondata nel 1912 e che si occupava della superiorità della razza dominatrice tedesca, della minaccia dell’ebraismo internazionale, della mitologia teutonica, del culto di Odino e della magia delle rune. I suoi membri indossavano anelli di bronzo con iscrizioni runiche per allontanare le malattie e la cattiva sorte. Alcuni di essi avevano legami con l’iniziale movimento nazista. (…)” - Cavendish, Richard, A History of Magic, 1977; tr. it. di Davide Dèttore  Storia della magia, Milano, Armenia Editore, 1980. I Ed Mondadori Oscar Arcana settembre 1985, p. 203

2 Del Ponte, Renato La Realtà storica della Società Thule, saggio introduttivo a Sebottendorf, Rudolf von,  Bevor Hitler Kam, Deukula-Verlag Grassinger & Co., Munchen, 1933 (reprint Verlag/Versand, Bremen, 1981), II ed. Munchen 1934; tr. it.  di Francesca Castruccio Prima che Hitler venisse: storia della società Thule, Torino, Delta-Arktos, 1987, p. 7

3 Alleau, René, Hitler et les societés secrétes, Grasset, Paris, 1969; tr. it. di Riccardo Leveghi Le origini occulte del nazismo: il III Reich e le società segrete, Roma, Edizioni Mediterranee, 1989, p. 143

4 Dobbiamo notare inoltre la presenza , nei primi due decenni del XX secolo, di vari gruppi esoterici in Germania, i quali praticavano una sorta di Yoga runico; Richard Cavendish cita come esempio l’Associazione degli Ariani Invisibili, che praticava un tipo di esercizi respiratori in cui gli adepti si sforzavano di assumere posizioni ad imitazione delle rune per ottenere un flusso di energia vitale, o “forza magica”; è probabile che questi gruppi si siano serviti delle esperienze di Sebottendorff che confluirono nell’opera  Die Praxis der alten Turkischen Freimaurerei (Leipzig, 1924). – Cfr. Cap. IV.3

5 Alleau, René, op. cit., p. 168

6 Arvo, Vivificazione di “segni e prese” in Introduzione alla magia, Edizioni Mediteranee, Roma, 1970, vol.II, pp.118-128

7 Alleau, René, op. cit., p. 169

8 Del Ponte, Renato, op. cit.., p. 9

9 Del Ponte, Renato, op. cit., p. 9

10 Evola, Julius, Il fascismo visto dalla destra. Note sul III Reich, Roma, Volpe, 1979 (Terza ediz. riveduta), p. 201

11 Petitfrère, R.,  La mistique de la croix gammés, Paris, 1962, p. 284

12 Galli, Giorgio, Hitler e il nazismo magico, Milano, Rizzoli, 1989, p. 105

 


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