IL MISTERIOSO CASTELLO DI WEWELSBURG: L’ OMPHALOS DEL REGNO DEI 1000 ANNI

Nei prossimi numeri di Hera riporteremo la lunga intervista che Kirsten John – Stucke, la studiosa che si occupa della ricerca storica a Wewelsburg ci ha concesso in esclusiva con interessantissime novità che riguardano l’interpretazione dei dati in nostro possesso sui rituali svolti nel castello e molto altro.
Intanto vediamo in dettaglio alcune delle scoperte che abbiamo potuto fare a Wewelsburg:

  1. La dr.ssa John-Stucke ci ha confermato la sopravvivenza dell’archetipo Wotan/Odin nelle due categorie di persone che anche oggi compiono veri e propri pellegrinaggi a Wewelsburg (per questo le sale storiche sono chiuse da inferriate e abbiamo dovuto chiedere  permessi speciali alle autorità per fotografarli e  visitarli - NdR) e compiono riti e meditazioni alle Extersteine, le rocce sacre del paganesimo germanico: 1) Neonazisti (violenza guerriera) 2) esponenti di una nuova corrente religiosa germanica (ricerca mistica) che si sentono spinti ad una profonda ricerca personale nei luoghi sacri del germanesimo, esattamente come lo furono i tedeschi e gli austriaci nel periodo voelkisch. Questo conferma l’analisi di Jung e aiuta a capire come l’archetipo abbia avuto tanta potenza energetica nella storia tedesca.

 

  1. Alcuni storici hanno messo in dubbio il fatto che l’interno della cripta fosse un luogo sacro;  all’interno del cerchio interno del pavimento, che chiameremo cerchio sacro, abbiamo trovato, un tubo affogato nel cemento, che la dr.ssa John – Stucke ci ha confermato essere un tubo del gas. A questo punto abbiamo le prove per dire che qui veniva accesa la fiamma sacra di Freia, e quindi si parla di un fuoco cultuale. A meno che non si voglia sostenere che si trattasse di un barbecue.
  1. Nella cripta vi sono dodici posti equidistanti l’uno dall’altro  e appoggiati al muro circolare. I pochissimi documenti trovati autorizzano a pensare ad una cerimonia di morte in cui le ceneri delle SS, contenute in urne dedicate, venivano appoggiate sui sedili mentre al centro bruciava la fiamma sacra. E’ nostra opinione, tuttavia, che i sedili servissero anche per altri scopi: regolarmente nel corso dell’anno, infatti, Himmler convocava i suoi dodici cavalieri per sedute di aggiornamento tecnico - spirituale: è provato che praticassero una sorta di meditazione affine ad un rituale spiritico basata sugli insegnamenti di Weisthor, e altre con lo scopo di piegare la volontà (vedi, tra le altre, la testimonianza di W. Schellemberg citata  nell’articolo). Può essere che alcune sedute avessero luogo qui, in un luogo assolutamente silenzioso e adatto alla meditazione: d’altra parte i dodici sedili sembrano concepiti per i dodici gerofanti, come le stanze superiori e la tavola di riunione in cui Himmler conferiva con i suoi dodici iniziati.

 

  1. Le finestre della cripta sono costruite in modo da convogliare la luce esclusivamente al centro della sala sul cerchio centrale e questo indipendentemente dalla posizione del sole; la sala è buia ed il muro presenta uno spessore di oltre un metro, un piccolo tunnel obliquo concepito con un angolo preciso indirizza la luce dalla finestra esterna al centro, nel cerchio sacro
  1.  
  2. Gli architetti di Himmler progettarono la torre nord secondo i consigli di Weisthor; non è vero (come alcuni hanno scritto o ipotizzato) che venisse praticato un rituale in cui nella cripta veniva bruciata una “bandiera del sangue” 1 e le volute del fumo salissero al piano superiore nella gruppenfuehrersaal poiché i fori sulla svastica nel soffitto della cripta non conducono alla sala dei dodici gruppenfuehrer, dove il pavimento è di marmo a intarsio con un disegno di ruota solare a dodici braccia ed è liscio, senza presenza di fori

 

  1. Le quattro cavità di forma quadrata presenti sulla svastica nel soffitto della cripta  servivano invece a “potentizzare” un curiosissimo effetto eco che abbiamo potuto constatare personalmente grazie alle indicazioni della dr.ssa John – Stucke: entrando nel cerchio sacro, all’interno di una zona circolare più bassa del pavimento, e cominciando a parlare, si percepisce una fortissima amplificazione delle onde sonore che avvolgono e rimbombano come se i muri entrassero in risonanza: l’effetto è suggestivo, una sorta di eco a pioggia che tuttavia viene  percepito solo da chi è al centro del cerchio sacro.
  1. Il fatto che l’eco non sia udibile da altri anche a un metro più in là, indica che qualcuno doveva porsi al di sotto della svastica del soffitto (che potrebbe simboleggiare l’irradiamento solare o il centro di energia divina a cui si tenta il ritorno, riattualizzando il legame sacro). Infatti una fiamma di gas non è particolarmente rumorosa, si sente appena e d’altra parte l’effetto lo sente solo chi è al centro del cerchio sacro. Ma se qualcuno si inserisse nel centro di convergenza delle onde luminose (dalle finestre), sonore (dalla svastica) e spaziale (centro sacro equidistante dalle pareti) potrebbe indicare un tentativo di canalizzare la forza cosmica: se inoltre pensiamo allo yoga runico di cui Weisthor era sicuramente a conoscenza poiché frequentava circoli in cui era praticato, possiamo supporre (si tratta comunque di ipotesi) che l’iniziato si mettesse al centro in una cerimonia in cui non fosse presente la fiamma e pronunciasse le rune sibilanti, una delle fasi dello yoga runico in cui si pronunciano come un mistico OM i nomi delle rune potentizzanti insieme al controllo della espirazione; questo esercizio ripetuto come un mantra, verrebbe amplificato dall’insolito effetto eco. Inoltre nel cerchio interno manca il supporto, probabilmente una coperchio a grata, su cui si fissava il tubo che è circa 10 cm più in basso del pavimento; su questo supporto che poteva essere un cerchio di metallo simile ad un chiusino da strada, potrebbe comodamente trovare posto un uomo in piedi o seduto.

 

In conclusione, la cripta rivela chiaramente un centro cultuale; se teniamo presente il progetto finale di Wewelsburg del 1944, notiamo che la torre nord rappresenta la punta della Heilige Lanze, che ha il suo culmine nel centro di un Kosmos,  o mondo definito, l’edificio circolare intorno al castello. Il centro è orientato a nord, verso Thule, e simboleggia il punto di contatto tra cielo, nucleo ariano e terra, una sorta di Etemenanki babilonese, la ziqqurat alla cui sommità il sacerdote entrava in comunione con gli dei in periodi precisi del calendario sacro. Si indica quindi un punto di unione tra uomo e divino.

La pianta a forma di Lancia è concepita come un tempio, il cui Sancta Sanctorum è nella cripta, al centro di uno spazio ben delimitato a forma di cerchio, dove le onde sonore e luminose, come un bagliore Shekinah2 si concentrano. 

Il significato simbolico è chiaro, si tratta di una costruzione sacra che indica un ritorno alla patria ariana; notiamo una regressio religiosa, in cui la Lancia di Longino entra nel costato del Cristo (che in questo caso è un ariano divino, come asserivano List, von Lanz e i teorici del cristianesimo voelkisch) e fa sgorgare il purissimo sangue (volk, la razza ariana) dal Graal.
In pratica qui si ottiene il vero ritorno alla Thule, alla patria e alla razza originaria sia tramite il culto esoterico (religione) nella cripta, sia attraverso le ricerche dell’accademia SS Ahnenerbe, che studiava il metodo scientifico per riportare il mondo all’età dell’oro ariana. Qui si pianificarono le spedizioni alla ricerca di Agarthi, qui si studiavano biologia, archeologia e altre scienze asservite all’idea di trasformare alchemicamente l’uomo in uomo – dio ariano.

Wewelsburg è l’omphalos, o ombelico del mondo, in cui il cordone ombelicale che era stato reciso in tempi remoti, viene ricostituito e porta all’autorealizzazione germanica; si realizza quella unità politica (già ottenuta da Hitler nel 1933) e spirituale (natura – uomo - life force) che il sentimento pangermanista voelkish aveva ricercato per secoli.

 

Bandiera del sangue = lo stendardo sporco del sangue dei primi caduti nazionalsocialisti nel putsch dell’8 novembre 1923: diventerà un simbolo sacro e utilizzato da Hitler nella cerimonia del Battesimo delle bandiere, con cui trasferiva forza energetica agli stendardi durante i grandi raduni.

La misteriosa nube luminosa che segnalava la presenza di Dio  tra i due cherubini sul coperchio dell’arca dell’alleanza


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